Mostra "Donne Ingegno"-08 - impresa coromano

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GRACE HOPPER
(1906 – 1992)
📍 Nata a New York City (USA)
📍 Visse tra New York, Washington D.C. e vari centri della Marina USA
La donna che insegnò alle macchine a capire le parole
Ci sono stanze che sembrano cattedrali. Non per le vetrate o per le colonne, ma per il silenzio carico di potenza. Anni Quaranta. I computer occupano intere pareti. Sono macchine enormi, fatte di valvole, cavi, interruttori. Non hanno schermi. Non hanno tastiere. Non hanno nulla di familiare. Sono oggetti misteriosi, e parlano una sola lingua: quella dei numeri puri. Grace Hopper entra in una di quelle stanze con l’uniforme della Marina americana. È minuta, ha uno sguardo attento e una mente matematica addestrata alla disciplina. Ma ciò che la distingue non è la precisione. È l’ostinazione. Le dicono che i computer possono essere programmati solo in linguaggio macchina. Sequenze di numeri. Codici incomprensibili. Linguaggi che sembrano fatti per escludere. Grace non è d’accordo. Se le macchine devono diventare strumenti del futuro, pensa, non possono restare prigioniere di una lingua così ostile. Devono avvicinarsi agli esseri umani. Non il contrario. Così compie un atto quasi sovversivo: immagina che si possa scrivere un programma usando parole. Non solo numeri. Parole. Nel 1952 sviluppa il primo compilatore: un sistema capace di tradurre istruzioni scritte in un linguaggio comprensibile in codice macchina. È un ponte invisibile tra il pensiero umano e il calcolo elettronico. Molti colleghi la guardano con scetticismo. “Impossibile.” “Troppo complesso.” “Non funzionerà.” Funziona. Da quella visione nascerà il COBOL, uno dei linguaggi che sosterranno il mondo finanziario e amministrativo per decenni. Grace non ha solo scritto codice. Ha cambiato il rapporto tra le persone e le macchine. E c’è un episodio che diventerà leggenda. Un giorno, durante un malfunzionamento, viene trovata una falena incastrata in un circuito. La incollano nel registro tecnico annotando: “First actual bug found.” Da allora, “debugging” entrerà nel linguaggio dell’informatica. Ma il vero bug che Grace eliminò fu un altro: l’idea che la tecnologia dovesse essere inaccessibile. Lei insegnò alle macchine a capire le parole. E così facendo, aprì la porta a milioni di persone.
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